Le leggende sull’origine dell’ambra baltica

condividi questo articolo su:

In questa bellissima stagione di piena estate l’ambra risplende in tutte le sue potenzialità grazie alla luce immensa che ci dona il sole. E dunque mi viene voglia di raccontarvi qualcosa di magico e favoloso, perché a volte è bello avere la testa tra le nuvole.

Voglio raccontarvi due leggende su come è nata l’ambra baltica. Sono due leggende importanti: la prima fa parte di un patrimonio storico-culturale che vi è sicuramente più familiare, cari amanti dell’ambra: la mitologia greca. La seconda, invece, sarà meno nota a molti di voi e molto più importante per me, perché è la leggenda lituana che racconta l’origine di questa meravigliosa gemma.

La caduta di Fetonte

La mitologia greca racconta la storia di Fetonte, figlio di Elio, il dio del Sole e della ninfa Climene. Fetonte si trovò a dover dimostrare di essere il figlio di Elio. Un giorno, andò dal padre per supplicarlo di fargli portare per un giorno il carro del Sole.  Dopo aver convinto il padre, Fetonte salì sul carro e partì. Improvvisamente i cavalli si imbizzarrirono e portarono il carro altissimo, nel firmamento, bruciando una parte del cielo e creando così la Via Lattea. Dal cielo il carro andò giù di colpo, abbassandosi fin quasi alla terra – e bruciandola. A quel punto, Zeus decise di salvare gli uomini colpendo Fetonte con i suoi fulmini.

Fetonte morì e precipitò nel fiume Eridano, che oggi si chiama Po. Le sue sorelle, le Eliadi, colte da uno struggente dolore, piangevano la sua morte. Furono così trasformate dagli dei in biancheggianti pioppi e le loro lacrime divennero gocce d’ambra.

La caduta di Fetonte

La leggenda di Jūratė e Kastytis

Molto tempo fa, nella profondità del mar Baltico si ergeva il castello d’ambra della regina del mare, Jūratė. La regina controllava e si prendeva cura di tutte le acque e dei loro abitanti. Nessun pesce e nemmeno il più piccolo verme avevano motivo di lamentarsi: tutti vivevano in pace e armonia.

Un giorno Jūratė scoprì il pescatore Kastytis mentre pescava i suoi pesci, condannandoli ad una crudele morte. Così, in preda all’ira, salì alla superficie del mare per sgridare il pescatore disubbidiente. Il pescatore, tirata la rete fuori dall’acqua, non poteva credere ai propri occhi: nella rete c’era la regina del mare. Jūratė iniziò a sgridare Kastytis, perché pescava i suoi pesci – senza rendersi conto che, mentre lo rimproverava, si stava innamorando del giovane pescatore. Jūratė invitò Kastytis a visitare il suo castello d’ambra e il pescatore si dimenticò della casa e di sua madre, del tempo che passava – aveva occhi solo per la sua amata Jūratė.

Il dio del tuono Perkūnas guardò dal cielo al mare, vide Jūratė esultare allegramente in compagnia di quell’essere mortale, e si arrabbiò terribilmente. Perkūnas lanciò la sua freccia di fuoco contro il castello d’ambra di Jūratė e lo frantumò in infinite, piccole briciole. Il pescatore Kastytis, che aveva osato amare una dea, morì. La regina Jūratė, incatenata da Perkūnas ad una roccia sul fondo del mare, piange ancora il suo pescatore, e le sue lacrime ambrate a volte vengono lavate via dal mare sulla riva sabbiosa…

La scultura di Jūratė e Kastytis a Palanga, Lituania.

 

Sono due leggende tristi, ma parlano degli stessi, forti sentimenti: amore e follia. È sorprendente che, nonostante appartengano a due mitologie e culture distanti – l’antica Grecia da una parte, le antiche culture baltiche dall’altra – queste due leggende si incontrino in tanti punti fondamentali: gli dei Zeus e Perkūnas hanno lo stesso ruolo nelle due mitologie, sono comuni ai due racconti la morte dovuta ai fulmini e le lacrime che diventano gocce d’ambra.

Ancora oggi, quando passeggio lungo il mar Baltico, mi piace pensare che, se mai dovessi trovare un pezzo d’ambra, lo dedicherei al coraggio, alla follia e all’amore. Perché a volte è davvero più bello avere la testa tra le nuvole che sentire i piedi ben fissati a terra. E voi, a cosa pensereste, trovando un pezzo d’ambra sulla sabbia?

Buona estate!

 

 

 

Ti è piaciuto questo articolo?
Condividilo su :

Autore

Ramune Kupsyte

Ramune Kupsyte, titolare del negozio
“La Via dell’Ambra” specializzato in ambra baltica.
Bassano del Grappa (Vicenza).
Ambra grezza e ambra lavorata: qual è la differenza?
Le origini della parola “ambra”
TAG : , , , , ,

1 Commento. Nuovo commento

  • Bellissime entrambe le leggende ed ora non potrò più fare a meno di pensare che se si trova un pezzo di Ambra sulla spiaggia…. sia una lacrima di un amore perduto..

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

altri articoli…

Menu