In che modo si falsifica l’ambra?

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Vorrei tranquillizzarvi tutti: le falsificazioni d’ambra ci sono, ma non così tante come credete. Dalla mia esperienza vedo che i clienti che mi portano i gioielli per valutare se si tratti di vera ambra, spesso portano manufatti di 50, 60 anni fa. Quello sì che era il periodo dei falsi, per i gioielli di ambra!

Collane in plastica

Le collane portate da un mio cliente appartenenti al periodo di anni ‘60 e ‘70. Tutte in plastica.

 

Il punto non è giudicare in modo negativo l’accessorio in plastica che ricorda, a prima vista, l’ambra; d’altra parte, negli anni ‘60 e ‘70 del Novecento la plastica era una novità e non sempre era vista male, non era sinonimo di “falso”, come nella percezione comune di oggi. Certo, il discorso cambia totalmente se quella plastica veniva spacciata e venduta per ambra…

Lo sottolineo sempre: l’imitazione per me è un prodotto che viene presentato per quello che non è. Se però esso viene chiamato con il proprio nome, allora non c’è nulla di male!

Ma entriamo nel vivo del tema: quali sono le principali imitazioni dell’ambra? Scopriamole insieme.

Le imitazioni naturali dell’ambra: il copale

Nei miei articoli ho menzionato il copale più volte. La “figlia dell’ambra” è una resina semifossile, naturale tanto quanto l’ambra. La differenza principale sta proprio nel livello di fossilizzazione: il copale può avere da poche centinaia fino a 4-5 milioni di anni. Se parliamo dell’ambra baltica, essa ha invece tra i 40 e i 50 milioni d’anni.

Il copale può essere trovato sul terreno, a volte persino ancora attaccato alla pianta. La maggior parte del copale si trova in Kenya, Tanzania, Madagascar, Sierra Leone, Gabon, Nuova Zelanda, Indonesia, Colombia e Brasile.

Il copale è di un colore molto pallido, spesso contiene tante inclusioni di insetti.

 

Il copale è molto più morbido e fragile rispetto all’ambra. Si fa fatica a lavorarlo perché inizia a sciogliersi in fretta. Però utilizzando l’autoclave 4-5 volte, questa resina viene fortificata tantissimo e così si può lavorarla tanto quanto l’ambra.

Il colore naturale del copale è molto chiaro e pallido. Spesso il copale contiene tantissime inclusioni di insetti in quanto deriva dalle piante leguminose e non dai pini, come l’ambra baltica.

Sul mercato vale molto meno rispetto all’ambra.

Le resine sintetiche e la plastica

Esistono i prodotti utilizzati nella ricerca scientifica e nell’industria con i quali si può imitare perfettamente il colore, la durezza e il peso specifico dell’ambra. Si tratta di poliesteri, epossidi e resine poliacriliche.

Il bracciale in plastica di mia nonna

 

E poi ovviamente c’è la tanto conosciuta – ben poco amata – plastica. Purtroppo anche le falsificazioni in plastica hanno avuto una loro evoluzione e oggi sono meno riconoscibili rispetto ad una volta. Si tratta di nitrato di cellulosa (oggi ormai non si usa più), bakelite, bernat.

Così detta “ambra africana” che in realtà è in plastica

Bracciale in plastica

 

L’ambroide: l’ambra pressata

Ecco, ora sì che parliamo del vero pericolo nel mercato dell’ambra. La maggiore quantità di ambra oggi presente sul mercato non è da considerarsi un’imitazione, quanto piuttosto una ricostruzione dell’ambra vera.

Questo materiale è ottenuto partendo da piccoli frammenti di ambra. Vengono riscaldati fino a diventare una sostanza gommosa (prima della fusione). Successivamente vengono chiusi in un recipiente d’acciaio e riscaldati fino a 220-250 gradi, in assenza di aria. Dopo, viene applicata una pressione molto alta sulla resina ed infine essa viene lasciata raffreddarsi e quindi solidificarsi.

Bracciale in ambra pressata

 

Mi direte che comunque la materia prima è l’ambra, quindi non è una sostanza sintetica. Nonostante ciò, per me questa non è più l’ambra naturale. Ha perso completamente la sua struttura originale, il suo nucleo, quindi non ha più nulla di veramente naturale.

Bracciale in ambra pressata

 

Purtroppo succede anche che i pezzi d’ambra vengano mescolati insieme a materie sintetiche per creare i gioielli o alcuni oggetti come vasi o scatole.

Quindi, come si può essere sicuri di aver comprato ambra naturale?

Ovviamente ci sono metodi scientifici per verificare se si tratti di ambra vera: la spettrometria, l’assorbimento atomico, i raggi X e la gascromatografia. Peccato però che siano di scarsa utilità pratica per conoscere rapidamente l’autenticità del pezzo d’ambra…

Poi ci sono le certificazioni: come avevo già scritto in un articolo dedicato esclusivamente a questo argomento ( leggi: La certificazione dell’ambra baltica ) certificazioni sono una garanzia in più dal momento in cui certificano davvero le analisi fatte dagli enti specializzati e non sono semplici “autocertificazioni” senza nessuna base scientifica. Ribadisco: è giusto che il venditore ci metta la faccia, dichiarando che si tratta dell’ambra naturale… ma non chiamiamo, questa, una certificazione!

Per concludere, voglio ribadire un concetto a me caro. Il metodo più semplice rimane sempre lo stesso: parlare con il venditore. Chiedete sempre a chi vi vende l’ambra: da dove viene questa ambra? Perché mi garantisce che si tratta di ambra? Come si riconosce l’ambra naturale? Come viene lavorata? Come si forma? Se vedete che il venditore è competente, che vi dà con piacere tutte le informazioni che chiedete, allora è molto probabile che sappia quello che sta vendendo – e che vi stia vendendo vera ambra.

 

 

 

 

 

 

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Autore

Ramune Kupsyte

Ramune Kupsyte, titolare del negozio
“La Via dell’Ambra” specializzato in ambra baltica.
Bassano del Grappa (Vicenza).
Quale colore d’ambra ti sta meglio?
La mia storia I Come mi sono avvicinata all’ambra
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